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Le spiagge sono una continua sorpresa: sottili, tra il blu e le ginestre, vi scaldano i piedi di morbide carezze di sabbia o giocano a nasconderli, tra ghiaia sottile e ciottoli levigati. Il mare è sicuro, è caldo. Il mare è profondo, nascosto, in calette e baie. E ragni da pesca vi regalano la paranza, da friggere nei ristoranti dei pescatori. Si può dormire al rumore cullante delle onde. Una strada di breccia vi conduce fra vigne ed ulivi. E qui, il riposo ed il cibo, hanno il valore inestimabile dell’agreste quiete contadina. Un po’ più su, vicina che pare toccarla, la montagna è arcigna, nevosa, oscura di boschi. Silenziosa come essa sola sa essere. E una baita è il premio ai passi faticosi sui sentieri inerpicati. Turismo d’Abruzzo Ognuno può ciò che vuole.

TURISMO D’ABRUZZO

ARTIGIANATO D’ABRUZZO

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GASTRONOMIA D’ABRUZZO

Il silenzio è un’idea sublime. E gli occhi, liberi di guardare l’orizzonte, oltre le cime innevate degradanti sulle terre brune, si posano sull’azzurro variegato del mare. Le forre, ove scompaiono spumeggianti i torrenti, sono un’emozione primordiale che riconosciamo. A cui siamo riconoscenti, per averci rapito. Per averci spiegato il perché di un eremo. Dove ritrovarci, soli e felici. Lontani da tutto, ma vicini a noi stessi. E nell’attraversare i boschi, la fatica diviene leggerezza dell’anima. Finalmente, nuovamente, noi e la natura. Di cui facciamo parte, pur avendolo dimenticato. Natura d’Abruzzo è un viaggio nella memoria ancestrale. E’ un ritorno a ciò che dovremmo essere e che siamo stati. Tra le nevi e le foreste. Tra il bisbiglio del vento tra le fronde, il richiamo di un falco che volteggia lassù, o l’ululato in lontananza di un lupo.

NATURA e STORIA D’ABRUZZO

EVENTI D’ABRUZZO

Ancora declamano! S’odono tragedie antiche tra sassi d’anfiteatri. immoti nei secoli, ma vivi. E’ antico l’amore per il teatro in questa terra. La musica,  ha tratto le note più belle, dal vento dei monti o dallo sciabordio delle onde. Ed il sacro silenzio dei chiostri, ha saputo creare le pause necessarie alla sorpresa d’un pieno orchestrale. Nei porti, provenienti dai mari frammisti del Mediterraneo, hanno attraccato musici, ambulanti, saltimbanchi, attori, poeti. Accolti come doni vitali di culture sconosciute. E quindi preziosi. Contaminarsi. Da sempre. Così, ovunque in Abruzzo si vivono eventi straordinari. Autoctoni.  O stranieri, ma sempre ospiti graditi. Dove ciascuno possa esprimersi. Per imparare, per conoscere, per non dimenticare. Eventi d’Abruzzo. Tra tradizione e modernità, Comunque, ovunque, cultura.

Un morbido impasto di colline screziate di colori. La neve col vin cotto. Semplice e folgorante. Alici (mutanti?) che nuotano felici nell’olio d’oliva. Il ghiaccio viola dei fiori di zafferano, scrigno di rossi mutevoli in giallo. Sentori di bosco e di carni speziate, che maturano la giusta morbidezza nelle cantine, ove il vino, è rosso come il sangue. E buon sangue fa! Gastronomia d’Abruzzo è riscoperta di gusti e sapori della nostra regione. Passo dopo passo.  Lungo le antiche Vie dell’Olio, del  Vino e degli alimenti tradizionali. Mangerete con gli occhi! E preparare le antiche ricette della nostra terra sarà un cimento inevitabile. Il viaggio sarà oltremodo gustoso!  Ma non vi lasceremo mai soli. Perché mangiare in compagnia è meglio! E l’accoglienza ospitale è sacra dalle nostre parti.

Pietra bianca di antiche madrepore, ruvida al tatto, tintinnante e mutevole sotto lo scalpello. Architravi o sculture. Odora ancora di forgia il ferro! S’arrossa abbagliante nel buio e si plasma,  circonvoluto e aguzzo. Negli equilibri, il bagliore attenuato del rame accoglierà l’acqua nelle conche o il rimestare sospeso nei camini. Il piede sotto il tornio, lento accompagna il gesto di mani di terra. Saranno vasi di gerani, cocci di cucina o policromi recipienti di speziali. Intanto, come una cantilena, s’annodano fili nei telai. Per coprire negli inverni o adornare un bel seno ammiccante. Trine e merletti di perduta seduzione. Il bronzo delle campane non è mutato nei secoli. Contano l’ore. Chiamano a raccolta, invitano alla preghiera le nostre campane. Artigianato d’Abruzzo vi racconta tutto questo. Dove l’oro non c’è ma è come se vi fosse

© simon d’urbano

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