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Pescara è una città bella e fortunata. Bella perché sorge in una posizione invidiabile ed è dotata di straordinarie risorse naturali, come il mare, il fiume e le colline. Fortunata perché, nonostante il suo sviluppo non sia stato organico e programmato, gode ancora oggi di un indubbio fascino, che la rende unica nel panorama italiano del medio adriatico.


Ogni città ha un suo 'programma' implicito che deve saper ritrovare ogni volta che lo perde di vista, pena l’estinzione, con queste parole Italo Calvino, il grande intellettuale torinese acuto osservatore dei fenomeni urbani contemporanei, ci fa riflettere sul destino e sul ruolo della città. Seguire il filo del discorso di Calvino ci può aiutare per capire meglio la nostra città, Pescara, e per rintracciare l’elemento di continuità che l’ha distinta dalle altre città.


Gran parte della storia di Pescara è legata alle fortune derivanti dalla sua posizione geografica, è, infatti, situata al centro dell’Italia in un sito particolarmente felice: è una città che si affaccia sul mare Adriatico ed è nello stesso tempo a pochi chilometri dalle vette più alte dell’Appennino, il Gran Sasso d’Italia innanzitutto e la Majella, la montagna madre.


La posizione baricentrica rispetto al territorio nazionale e le particolari caratteristiche orografiche hanno caratterizzato per lungo tempo lo sviluppo di Pescara decretandone la sua leadership nel settore del commercio, al dettaglio e all’ingrosso, e ponendola oggettivamente come la città guida dell’Abruzzo e prima vera frontiera per tutto il Meridione d’Italia. Questa capacità attrattiva ha favorito una crescita molto rapida della città e di tutti i contesti urbani limitrofi, determinando in questo modo una crescita inconsapevole e non programmata di una nuova area urbanizzata.

PESCARAhttp://www.comune.pescara.it/internet/index.php

Un’unica, ininterrotta città che parte da Silvi Marina ed arriva a Francavilla al Mare inglobando in questa sua diffusione Chieti e le sue colline è il risultato evidente di questa crescita.


Questo nuovo sistema urbano è cresciuto e si è alimentato grazie proprio alla sorprendente dinamicità della città di Pescara e al suo essere nodo di scambio, di traffico e di commercio. Pescara città dell’accesso, appunto.


La caratteristica dominante, essere cioè una città commerciale, proprio per la capacità di attrarre e far circolare denaro in grande quantità ha favorito inoltre le condizioni affinché si sviluppassero attività altre rispetto al commercio, che hanno prima prodotto e successivamente rafforzato l’idea di essere in una città finalmente contemporanea. Una città che oltre alle attività produttive si 'preoccupa' e si propone come città dello svago e della cultura, attenta a nuove forme di sviluppo, una città per il 'tempo liberato'. È proprio, infatti, della cultura contemporanea coltivare queste ambizioni per trasformarle successivamente in azioni concrete, di governo.


È proprio della cultura contemporanea considerare lo sviluppo sociale al pari dello sviluppo economico. È proprio della cultura contemporanea in ultima analisi porsi l’obiettivo di coniugare lo sviluppo di una società in maniera armonica e rispettosa delle diverse esigenze che essa esprime. Questo è il programma implicito della città di Pescara di cui ci parlava e informava Italo Calvino.


Questa caratteristica che ha contraddistinto Pescara dal dopoguerra agli inizi degli anni ottanta, oggi non è però così evidente e l’essere nodo di scambio tra nord e sud e tra i Paesi dell’Est, ormai parte integrante della Comunità Europea, e l’Italia non sembra essere l’aspetto centrale dello sviluppo della città. Pescara da tempo non sembra in grado di esercitare al massimo livello il fascino, che ne decretò il successo e la leadership nel medio Adriatico per lunghi anni. Si affievolisce così l'elemento di continuità che l’ha distinta dalle altre città.


C’è bisogno quindi di rilanciare il programma implicito della città affinché Pescara ritrovi i suoi dei. Con forme ed aspetti diversi dal passato, perché diverse sono le condizioni al contorno, perché diverso è il mondo di oggi che cambia molto velocemente e sempre più velocemente cambierà.


Pescara nuova città dell’accesso dunque, materiale ed immateriale. Incrocio e nodo di traffici e di merci anch’esse materiali ed immateriali. Pescara porta d’accesso, fisica in questo caso, per il grande patrimonio naturalistico costituito dai Parchi d’Abruzzo e più in generale per tutto il sistema interno. Pescara nuova 'città portale' dell’Abruzzo.

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