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In epoca pre-romana, Mozzagrogna faceva parte della Frentania, territorio che si estendeva da Ortona fino al Molise. In passato sono stati rinvenuti nei campi cocci, statuette bronzee e una colonnina con capitello in stile greco. Anni fa vennero trovate anche delle tombe e delle antiche abitazioni, che, però, sono state distrutte dall'incuria o per fare posto a edifici più moderni. La fonte, che tuttora si trova in Contrada Cornice, era molto conosciuta in antichità in quanto si riteneva che le sue acque avessero proprietà terapeutiche. In località Castel di Sette, fino al 1830, erano ancora visibili resti di case romane appartenenti a famiglie quali i Cesia, Flavia, Attia, e altre provenienti da Anxanum (l'attuale Lanciano, distante circa 5 chilometri da Mozzagrogna). I Longobardi, dopo l'invasione dell'Italia incominciata nel 568 d.C., distrussero Lanciano e conquistarono intere regioni dell'Italia meridionale. Il dominio longobardo, all'inizio molto feroce, si rese poi meno duro con la conversione al Cristianesimo. Le campagne intorno a Lanciano non erano mai state molto popolate: i contadini lavoravano la terra dei signori lancianesi e la notte si rifugiavano in città per evitare di incontrare bande di banditi e sbandati. Con l'avvento del Cristianesimo, i braccianti iniziarono a costruire piccole abitazioni intorno alle chiese: nacquero quindi le due Ville: Santa Maria in Baro (odierna Santa Maria Imbaro) e Santa Vittoria (odierna Villa Romagnoli, contrada di Mozzagrogna). Entrambe nacquero sui resti di ville e sepolcri romani che tra l'altro fornivano materiale per la costruzione delle abitazioni. Oltre alle numerose guerre causate dal succedersi dei vari regni su quel fertile territorio abruzzese, la popolazione locale sopportava carestie e pestilenze. Come se non bastasse, sia Lanciano che tutti i borghi intorno furono rasi al suolo da un tremendo terremoto avvenuto nel dicembre del 1456. Dalle analisi effettuate in età odierna dai geologi è stato calcolato che fosse dell'undicesimo grado della scala Mercalli. Dal '500 l'Abruzzo seguì le vicende del Regno di Napoli e di Sicilia. Ai principi del XVI secolo molte famiglie albanesi, imbarcatesi su piccole navi per sfuggire alle guerre scatenate da Giorgio Castriota, approdarono sulle opposte sponde adriatiche. In Abruzzo ripopolarono o fondarono villaggi. Questa popolazione straniera, che a volte comprendeva anche dalmati ed epiroti, veniva chiamata "Schiavoni". Una di queste famiglie, i Costantini, si stabilì vicino Villa Santa Vittoria fondando Villa Pietra Costantina (attuale Mozzagrogna). Più tardi, contro epidemie e altri flagelli, fu eretta una chiesa dedicata a San Rocco. Presto Villa Pietra Costantina divenne la Villa più numerosa della zona. Gli schiavoni col tempo continuarono ad essere considerati stranieri e utilizzati come contadini e operai a basso costo, vittime di soprusi e talvolta schiavizzati.


A Villa Santa Vittoria andarono invece ad abitare i Romagnoli, cambiando quindi il nome del villaggio nell'attuale Villa Romagnoli. Le ville, i cui abitanti erano pesanetemente tassati, continuarono comunque fino all'800 ad essere di proprietà di Lanciano, i cui domini si estendevano fino al fiume Sangro. Con l'arrivo a Napoli di Carlo III, cambiò il Catastò Onciario. Per tutte le Ville attorno a Lanciano significava, in teoria, acquisire indipendenza amministrativa dalla città.

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I buoni propositi rimasero però lettera morta in quanto a livello locale gli amministratori lancianesi non vollero rinunciare al dominio su quelle fertili terre. Tuttavia, seppur fertili, le terre erano coltivate con tecniche agricole arcaiche: il terreno era quindi poco sfruttato. I contadini dovevano dare ai proprietari la maggior parte del raccolto e rimaneva, in affitto, sul terreno per non più di sei anni. Nel luglio del 1806 Giuseppe Bonaparte fu proclamato Re del Regno di Napoli. Con una legge del 19 gennaio 1807, Villa Pietra Costantina, Villa Romagnoli e Villa Santa Maria in Baro furono riunite sotto un unico comune denominato "La comune delle Ville di Lanciano", con a capo un proprio sindaco affiancato da due primi eletti. Le prime elezioni avvennero il 28 giugno 1807. La situazione economica delle tre Ville però rimase la stessa. Benché il Bonaparte avesse abolito privilegi e feudi ecclesiastici, quelli baronali continuarono ad esistere e così lo sfruttamento dei contadini. Si decise allora di assegnare ai paesani una quota di terreni in demanio sottratti al convento di Sant'Agostino. La popolazione inoltre, per la stragrande maggioranza analfabeta e ignorante, non era interessata alla gestione della cosa pubblica nè a rivendicare dei diritti, abituata da secoli soltanto a pensare come procurarsi il pasto. Con la caduta di Napoleone, tornarono i Borbone e i tempi anteriori. Fu stabilita una nuova circoscrizione per le province del Regno: con la legge del 1º maggio 1816 Santa Maria in Baro divenne un comune autonomo, per la gioia dei suoi abitanti che negli anni avevano accumulato malcontento e dissapori con gli abitanti delle altre due ville. Ciò che accadeva nel resto del regno e del mondo proveniva dai pochi letterati che leggevano il giornale, che arrivava a Lanciano molti giorni dopo. Erano notizie che non interessavano i contadini, consapevoli solo del fatto che la loro condizione sarebbe rimasta sempre la stessa. L'unica eccezione fu la voce fatta circolare nel 1860 su un eroico condottiero che avrebbe tolto ogni padrone a tutti i paesani: Giuseppe Garibaldi. La delusione che ne seguì nei confronti del nuovo regno Unito indusse molti a organizzarsi in bande armate per protestare contro il nuovo governo, fenomeno conosciuto come brigantaggio. Per restaurare l'ordine venne riorganizzata la Guardia Nazionale, particolarmente attiva anche a Lanciano e dintorni. Le scorribande e i delitti dei briganti incutevano terrore e assunsero un velo di leggenda e divennero oggetto di favole, soprattutto dopo la fine del brigantaggio. Uno dei più sanguinari era "il cannone". Il territorio di Mozzagrogna, fatto di boschi e di vecchie rovine, costituiva un sicuro rifugio. Il 5 giugno 1881 si costituì a Villa Romagnoli la Società operaia di mutuo soccorso degli agricoltori. Nonostante fosse malvista dal Governo, la società durò parecchi anni. Nel 1877 fu nominato primo parroco della neonata parrocchia di Mozzagrogna don Giovanni Milantoni. Si deve a lui la nascita della sfarzosa festa in onore di San Rocco, che si svolgeva in settembre dopo le feste di Lanciano, in modo da poter chiamare le bande migliori. Il viale che porta alla chiesa veniva illuminato da lumi a petrolio e bicchieri ad olio. Dopo il 1880 la povertà e la disperazione che caratterizzavano da sempre la popolazione spinsero individui e a volte intere famiglie speranzose ad andare in America. Di alcuni di loro non si ebbero mai più notizie.

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