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Nella seconda metà del terzo millennio a.C., gli abitanti del luogo svolgevano pacifiche attività, che furono sconvolte, dall'arrivo di pastori eneolitici, provenienti dai territori del mediterraneo orientale, costretti all'emigrazione per via dell'inaridimento del loro territorio. Tale arrivo disturbò fortemente la libera evoluzione degli indigeni, ma fecero conoscere anche nuovi riti e culti; forse lo stesso nome di Montesilvano, si origina e si richiama a questi “eneolitici”.

Dall'economia prettamente pastorale, da essi forse inaugurata, si tornò man mano ad una economia prevalentemente agricola.

Allora tutto il territorio era ricoperto di selve e furono i neolitici a lavorare per primi la terra ed iniziare il disboscamento.

A cavallo tra l'età del bronzo e quella del ferro, (I millennio avanti Cristo) li troviamo più o meno permanentemente stanziati sul territorio di Montesilvano, come attesta il villaggio di Colle del Telegrafo. 

Si riscontrano insediamenti romani datati al 290 a.C., quando i romani impiantarono una nuova colonia a Giulianova Paese (Castrum Novum).

In epoca Romana appare del tutto certo, nella pianura del fiume  Saline, esistevano delle saline e da qui la denominazione di via Salara, (le attuali vie S. Gottardo, Via Chiarini e Via Verotti,) che rappresentava l’asse viario tra le saline di Montesilvano a Pescara.

L'attività delle saline doveva necessariamente prevedere un insediamento abitativo.

I resti ceramici ed ossei di Colle del Telegrafo, i casali di Macchiano, di Cappelle, di Santa Venere , di Saline, con i loro toponimi, ci tuffano in un passato assai remoto. Ciò non significa però, che esistesse in tempi remoti un agglomerato, un centro storico...

Anzi ciò potrebbe essere avvenuto dopo che gli insediamenti sparsi, si erano consolidati nel territorio

MONTESILVANOhttp://www.comune.montesilvano.pe.it/

circostante. Comunque il primo centro storico è riconducibile all'insediamento di Montesilvano Colle.

Nel VII - V sec. A. C. sembra esistesse già come civiltà italica, mutata poi nel 290 a.C., in quella romana.

Il presupposto insediamento romano del 290 a.C., potrebbe essere rappresentato da un tempio vestino a Villa Carmine, dove resiste ancora il toponimo Via Giovi.

Villa Carmine, ha però tutte le condizioni per essere villaggio già dall'VIII secolo a.C., infatti, esiste una fertile pianura, acqua, sale ed inoltre è un passaggio obbligato.

Tutto il periodo romano che porta al medio evo, trascorre però senza grandi sussulti e ci ritroviamo nel 1190, quando vi fu il passaggio dell'esercito di Tancredi per sottomettere il conte Rainaldo di Teramo, e la conseguente rappresaglia del condottiero tedesco Bertoldo di Koeningsburg, per punire la fedeltà delle popolazioni locali a Tancredi.

Dati storici scritti di esistenza, anche amministrativa, di Montesilvano, risalgono al 1195 quando, la diocesi di Chieti riceve come feudo il territorio di Montesilvano.

In un documento dell’epoca si afferma che la diocesi di Chieti, riceve la chiesa " ad montem Silvanum Sanctas Maria in rivulo" , da identificarsi senza alcun dubbio con la chiesa di Villa Carmine.

In questo periodo c'è un risveglio delle popolazioni locali , periodo decisivo per l'organizzazione e il funzionamento del Comune.

L'Universitas Montis Silavani, riprende nelle sue mani l'assetto del territorio  e lo amministra attraverso i successivi secoli.

Nel 1209 si verificò il passaggio delle truppe di Ottone IV, che devastò l'intera area durante la guerra con papa Innocenzo III.

Nel 1216, pare assai probabile, il Colle riceve la visita di S, Francesco d'Assisi.

Già dal 1160 l'Universitas Montis Silvani era amministrata, dunque gli apparteneva, dal Signore Carlo di Raiano. Ma, dopo la morte di Federico II di Svevia e del figlio Corrado IV, la Chiesa tornò ad imporre la sua amministrazione.

Dal 1221 al 1252 il territorio fu attraversato numerose volte dagli eserciti di Federico II, re di Sicilia e imperatore dell'Impero Germanico, e dal figlio Corrado,  subentrato alla morte del padre Federico II alla guida del regno di Sicilia fino al 1254, anno della sua morte.

Sono stati rinvenuti documenti da cui risulta che, almeno fino al 1260 che il Castello di Monte Silvano, era dato in affitto a certo Bernardo da Rayano.

Nel 1289, Bernardo da Rayano, forse nipote del primo, occupò temerariamente il castello di Monte Silvano, approfittando della morte del Re di Napoli avvenuto nel 1285, e lo tenne fino al 1319.

Dopo tale periodo il Castello di Monte Silvano passò alla diocesi di Penne.

Nel 1344 un nome nuovo appare nella storia del castello di Monte Silvano: la famiglia De Cantelmis, erede per via femminile dei beni dei conti di Rayano.

Nel 1352 comincia l'epoca delle compagnie di ventura che, proseguì sino almeno al 1460, e Monte Silvano non rimase immune dalle scorrerie delle bande armate.

Nel 1352, passano le truppe di Monreale di Provenza .

Nel 1355,  arriva la crudele torma del conte  Lando di Svevia , poi fu la volta del capobanda Anichino Mongardo,  nel  1361.

Nel 1406, la proprietà passò a Francesco Riccardi di Ortona. Anche questa proprietà fu contestata dalla chiesa.

Nel 1442, il territorio, fu conquistato dal re di Sicilia Alfonso di Aragona, detto il Magnanimo.

Nel 1458, vi furono una serie di scontri, ad opera dei baroni che si opponevano al re Ferrante  (Ferdinando I), che si protrasse sino al 1494.

Nel 1461, il territorio  fu occupato da Matteo da Capua.

Nel 1486, il castello cadde sotto il dominio di Napoli, e nel 1490, Re Ferdinando lo concesse a Manfredino Bucca, a nome di dote di Margherita di Luexalt, damigella della Regina Giovanna III.

Nel 1496, Re Federico lo vendette Manfredino Giovanni di Michele da Valenza.

Nel 1524, aveva una porzione di Monte Silvano, Giovan Francesco Franchi dell'Aquila.

Nel 1528  e nel 1556, la popolazione di Montesilvano, fu coinvolta nelle battaglie di rivendicazioni territoriali da parte dei francesi. Dapprima con Odetto di Foix e poi con Francesco di Guisa.

Nel 1549, Giovanna Castrista lo porta in dote a Alfonso Caraffa duca di Nocera.

Nel 1597, fu venduto ad Alfonso Piccolomini, conte di Celano.

Nel 1615, passò ai  Marchesi Brancacci.

Nel 1669. il suo possessore era Giuseppe Pinello, nello stesso anno, il possedimento passò alla duchessa Lucrezia Figliola, che lo possedette come famiglia, fino al 1806. Anno in cui fu abolita la feudalità ad opera dell'allora re di Napoli , Giuseppe Bonaparte. Così, Montesilvano tornò ai montesilvanesi, dopo secoli di spietato sfruttamento.

Nel 1707, le truppe austriache portarono avanti una cruenta azione di spoliazione dei beni dei montesilvanesi, così come fecero le truppe spagnole nel 1744.

Arriva ormai l'occupazione francese del 1799, che sconvolse tutte le fondamenta sociali ed amministrative dell'intero territorio del centro e sud Italia.

I primi anni del 1800, passano con le rivoluzioni portate dall'occupazione dei francesi e dalla riconquista del regno Borbonico, che condizionerà la vita di questi luoghi sino alla sua caduta.

Nel 1806, Cappelle tenta il distacco da Montesilvano.

Se degli insediamenti del Colle, di Colle Vento, di Villa Carmine, si rintracciano notizie sin in tempi remotissimi, perché nascesse la parte costiera e bassa del paese, occorre attendere proprio il 1850 e più propriamente il 1852, quando i Piscione, furono i primi ad edificare in questa parte della città.

La costruzione della ferrovia, inaugurata nel 1863, e della strada statale 16, dettero un impulso importante allo sviluppo della costa.

Il 16 Ottobre del 1860, le truppe piemontesi passano il Saline, alla guida del "primo Re d'Italia, avanzante su un bianco cavallo".

Il 20 Ottobre di quell'anno, 685 votanti stabilirono, plebiscitariamente, l'annessione di Montesilvano al "Governo di Vittorio Emanuele re d'Italia".

Nel 1861e nel 1884,si ripetettero tentativi di distacco da parte di Cappelle, dal Comune di Montesilvano.

La sede Municipale naturalmente esistente in Montesilvano Colle, cominciava ad essere di interesse della Marina, che aveva avviato la sua crescita ed insediato già alcune aziende che, con l'avvento della ferrovia, trovava molto più comoda la sua ubicazione in pianura e vicino alla stazione ferroviaria.

Già nel 1889 il Sindaco De Amicis, fissa le convocazioni del Consiglio Comunale, nell'ufficio di stato civile della Marina e da quel momento sino all'estate del 1890, vi si tennero anche le riunioni della Giunta.

Nel 1904, Cappelle si stacca da Montesilvano, costituendo un separato ed autonomo  Comune, realmente autonomo dal 27 Dicembre 1905.

Intanto, cresce la marina ed il capoluogo perde potere attrattivo.

Già dalla metà del giugno del 1926, il Consiglio Comunale nomina una commissione per valutare la possibilità di staccare, amministrativamente, la frazione Marina.

Il lavoro fu tanto, sin dal 22 maggio del 1922 la Camera dei Deputati approva il provvedimento di separazione.

Mai attuato, perché non fu mai raggiunto l'accordo fra le parti.

Si arriva all'estate del 1926, dove, con atto repentino e proditorio alcuni cittadini della Marina, fecero quel che si chiamerebbe un blitz alla casa comunale del Capoluogo e presero i registri "che contano" e caricatoli su un camioncino li trasportarono alla Marina.

Dal 1926 in avanti

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