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I PRIMI INSEDIAMENTI


Nel territorio comunale, la presenza dell'uomo vanta origini antichissime, testimoniate dai ritrovamenti di capanne di età neolitica, una piccola necropoli italica risalente al IV secolo a.C., mosaici pavimentali del I-II secolo d.C. e materiali altomedievali, rinvenuti in piazza Caporali durante uno scavo del 1994. La Farricciola, Casale Lentesco, Casale San Tommaso e Castrum Octaviani (o Guasto Ottaviano), sono nomi dei numerosi villaggi dislocati nel territorio comunale, risalenti al periodo altomedievale.


Tra i centri sopra elencati, Guasto Ottaviano venne successivamente scissato, dando origine ai feudi di Guasto Inferiore e Guasto Superiore. Quest'ultimo, dopo avere vissuto un periodo di abbandono, venne fortificato tra in 1200 e il 1300 dal conte Filippo di Fiandra, assumendo il nome di Castellum Novum (Castel Nuovo). Nel 1331, il feudo passò sotto il controllo degli Orsini. Nel 1406, Ladislao I, re di Napoli e Sicilia, lo incorporò alla città di Lanciano, la quale riconobbe gli abitanti di Castel Nuovo come cittadini solo nel 1480. A causa della crisi economica per il decadimento delle sue fiere nel 1633, Lanciano fu costretta a vendere il borgo castellino. Per 12.450 ducati, l'acquirente fu Giovanni Bonanni dell'Aquila, il quale cedette poco dopo i suoi possedimenti ad Adriano Brancaccio, che divenne il primo duca di Castel Nuovo. Fu uno dei paesi più colpiti dalla pestilenza che afflisse l'Abruzzo nel 1656. L'ultimo duca castellino fu Scipione Brancaccio, che morì nel 1702 senza lasciare eredi. La Corona Napoletana concedette Castel Nuovo ai Caracciolo, principi di San Buono, che ne divennero marchesi. Sotto la loro signoria, il paese subì un rapido sviluppo con una conseguente crescita demografica, passando da 800 a 3.000 abitanti. Il 1700 terminò con i problemi lasciati dal passaggio delle truppe napoleoniche. Durante il suo viaggio in Abruzzo nel 1832 re Ferdinando II di Borbone visitò anche Castel Nuovo. Dopo l'Unificazione d'Italia Castel Nuovo dovette cambiar nome in Castel Frentano, ma per un errore di trascrizione assunse il nome di Castel Trentano. L'errore fu corretto nel 1864, quando fu ufficializzata l'attuale denominazione. L'Unificazione portò a Castel Frentano molti problemi causati dal fenomeno del Brigantaggio. Nel 1881, una frana distrusse la parte storica dei paese, senza però lasciare vittime. La prima Guerra mondiale costò al paese 116 morti. Nel 1926 passò a Castel Frentano l'allora principe ereditario Umberto I. A causa della sua posizione sulla Linea Gustav, il paese fu pienamente coinvolto nelle azioni belliche del 1943-44 durante la seconda Guerra Mondiale. Un sanguinoso scontro tra i tedeschi e le truppe neozelandesi degli Alleati ebbe luogo sull'attuale colle della Vittoria. Per la grande fame e miseria sofferta dalla popolazione dopo la grande guerra, Castel Frentano subì una forte emigrazione. Questo fenomeno si è arrestato solo negli ultimi anni, da quando si sono sviluppati gli agglomerati industriali di Atessa e Lanciano, grazie all'indotto legato alle due principali aziende, la Sevel e la Honda. Si registrano al contrario degli ultimi anni una lieve crescita demografica, dovuta però anche all'immigrazione dai Paesi extracomunitari, che ha raggiunto alche la città castellina.


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